Curiosità, Scienza

Curiosità dal nano-mondo

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Argento, oro e platino. Fonte: Pinterest

I metalli come l’oro o l’argento hanno caratteristiche macroscopiche familiari a tutti: sono lucenti, sono dei buoni conduttori, sono dei metalli nobili perché poco reattivi, quindi non si ossidano a contatto con l’aria e non arrugginiscono. Ma cosa succede quando le dimensioni di questi materiali diminuiscono? le loro proprietà restano le stesse? sorprendentemente no! Dispersioni colloidali di particelle sferiche di oro delle dimensioni nanometriche (1nm = 10^-9 metri) appaiono di colore rosso! mentre l’oro, per come lo conosciamo, è giallo. Ciò dimostra che quando forma e dimensioni variano, cambiano anche le proprietà del materiale.

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Dispersioni di nanoparticelle di oro di differente grandezza

L’effetto è dovuto ad un cambiamento nel comportamento degli elettroni di questi atomi. e questo speciale comportamento fa sì che questi sistemi possano essere sfruttati come biosensori. Un biosensore è uno strumento che consente la rilevazione di parametri biologici in maniera semplice, pratica e veloce come fa ad esempio un comune strip test di gravidanza. 

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Fonte: Google

Questi strumenti consentono di rivelare la presenta/assenza nelle urine, dell’ormone β hCG  (che è prodotto durante la gravidanza), sfruttando nanoparticelle metalliche ricoperte da anticorpi in grado di riconoscere l’ormone in questione. Nel momento in cui è presente l’ormone, le nanoparticelle lo legano e aggregano. Quest’ aggregazione determina un cambiamento di colore per cui vedremo apparire una linea scura (oltre a quella di controllo) sulla strip.

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Una magia da non perdere: La La Land!

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Fonte Pinterest

Dopo Whiplash, Damien Chazelle torna a stropicciarmi l`anima con un nuovo capolavoro intitolato “La La Land“, in tutte le sale italiane dal 26 Gennaio.

Candidato a 14 premi Oscar e vincitore di 7 Golden Globe, a quanto pare questo musical non ha fatto sussultare solo il mio cuore.

Mia, aspirante attrice e Sebastian, pianista jazz, interpretati da una straordinaria Emma Stone e da un affascinante Ryan Gosling, sono i due protagonisti dello schermo che prendendosi, anzi, prendendoci per mano, ci conducono attraverso le stagioni della loro vita. Una storia d`amore piena di magia e due vite spese al perseguimento dei propri sogni, nel tentativo di fare delle proprie passioni, un lavoro.

Un musical romantico, ricchissimo di emozioni, di musica (la colonna sonora non va più via dalla mente), di sogni, di stelle, di aspirazioni, di magia e una riflessione profonda: quanto siamo disposti a sacrificare nella nostra vita per il raggiungimento dei nostri traguardi? cosa vale la pena lasciar andare e cosa no? alla fine di tutto, cos’e` in grado di renderci VERAMENTE felici?

Io credo che la risposta sia l`amore, sempre.

Kiki.

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Traguardi

Per apprezzare appieno il raggiungimento di un traguardo è indispensabile ripercorrere la lunga strada appena terminata, riviverne il ricordo, riguardarne le foto delle salite, delle discese, delle buche sull’asfalto e dei fiori trovati sul ciglio della strada.

Il viaggio ha inizio poco più di tre anni fa, con la nascita di un desiderio o forse più di uno…

Desiderio di ricostruire, di rimettere in piedi, di riempire per colmare, di aggiustare, di ricominciare, di rimettersi in gioco, di dimostrare.

Così nasce in te la voglia di tornare sui libri.
Decisione non semplice: spiegazioni, giustificazioni, motivazione e forza da trovare ogni giorno e ricercate ovunque, in ogni angolo del mondo e della tua anima.

Dopo poco tempo: soddisfazioni, forza ritrovata, conferme, nuove scoperte, felicità.
E poi ansia, insicurezza, disperazione, lacrime e dubbi.
Gioia.
Un’altalena di sentimenti, di giornate luminose e di giornate nebbiose e buie, di schiena dritta e di occhi bassi.

Oggi è il giorno dei fiori sul ciglio della strada.
Raccoglili o lasciali lì ma annusali, lasciati riempire gli occhi e il cuore. Sii esattamente dove sei.

Ecco il traguardo. Fai un passo.

Gioia.

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Il profumo della felicità

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Chissà per quale strana ragione ci accorgiamo dell’importanza delle cose solo quando le perdiamo o non possiamo momentaneamente farne uso!

Mai come in questo periodo, con l’arrivo del primo freddo che ci trova spesso impreparati (almeno qui in Sicilia dove un giorno vai al mare e il giorno dopo puoi sciare), apprezzo uno di quei famosi cinque sensi che in quinta elementare dimenticavo sempre: l’olfatto!

Ebbene sì, è tempo di raffreddori! ed è proprio ora che, armata di fazzoletti e col naso tappato, ripenso a tutti quei favolosi profumi sentiti in giro per il mondo o più semplicemente a casa, che mi riempiono narici e cuore, mi rilassano e mi rendono felice spesso senza neanche rendermene conto!

L’odore del caffè al mattino, quello delle pagine di un libro nuovo, il profumo dell’abbraccio di mia madre, quello di terra bagnata quando piove, delle mani appena lavate, di mandarino, di gelsomino, del latte di cocco. L’odore del pane caldo, l’odore di Londra (forse lo sento solo io ma per me è bellissimo!), quello delle candeline appena spente sulla torta, del basilico, della gommina che sta in testa a una matita. L’odore del mare…

Ecco, tutti questi per me sono il profumo della felicità!

Ma perché esiste un legame così stretto fra odori, memoria ed emozioni? la risposta sta nell’organizzazione del nostro sistema nervoso!

Tutti i nostri recettori hanno il ruolo di captare dall’ambiente informazioni di varia natura (odori, sapori, colori e così via) per inviarle al sistema nervoso centrale il quale genera una risposta opportuna a seconda dello stimolo ricevuto. Esempio: vedo una fetta di Cheesecake, i miei occhi captano l’informazione tramite i fotorecettori che formano la retina, trasformano il segnale luminoso in segnale elettrico e quest’ultimo viaggia attraverso il nervo ottico (nel mio caso alla velocità della luce perché adoro quella torta!) per raggiungere l’encefalo. A questo punto si scatenano una serie di risposte, una fra tutte è l’inizio dei festeggiamenti delle mie ghiandole salivari: spumante e fuochi d’artificio!

Torniamo all’olfatto. Quelli che noi chiamiamo comunemente “odori” non sono altro che molecole presenti nell’aria che vanno a stimolare i nostri recettori olfattivi. Lo stimolo chimico viene dunque convertito in impulso elettrico per poter raggiungere il cervello attraverso i nervi. Oltre alla corteccia olfattiva, i nervi olfattivi raggiungono l’amigdala, che è il centro delle emozioni e l’ippocampo, responsabile della memoria a lungo termine. 

Ecco a voi dunque i diretti responsabili delle dolci sensazioni e dei bei ricordi evocati dagli odori che amiamo.

Ora, miei cari amigdala e ippocampo, non è che potreste fare qualcosa per il mio raffreddore?! 😉

Kiki

 

 

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Un anno al servizio degli altri: Servizio Civile Nazionale

img_0541Oggi voglio parlarvi di una grande esperienza che sto vivendo in questo periodo. Ci tengo a farlo perché mi sono resa conto che sono molte le persone che non sono a conoscenza di questa grande opportunità di formazione e crescita.

Il Servizio Civile Nazionale offre ai giovani dai 18 ai 28 anni, la possibilità di svolgere attività utili alla società, per un anno e con una retribuzione di circa 400 euro al mese.

In base alle proprie attitudini è possibile scegliere tra diverse aree di interesse quali ambiente, assistenza, educazione e promozione culturale.

Per quanto mi riguarda mi occupo dell’accompagnamento di persone non vedenti per lo svolgimento di attività quotidiane, dalla spesa alle visite mediche, dalla palestra alle gite fuori porta e tutto ciò che chiunque di noi svolge in maniera autonoma.

Dedico 6 ore al giorno (dal lunedì al sabato mattina) a questo progetto impegnativo ma non troppo da impedirmi di studiare o fare altro nella restante parte della giornata.

È un’esperienza che consiglio a tutti perché ripaga e restituisce più di ciò che si dona! E non parlo solo dal punto di vista economico (inutile dire che qualche soldo in più fa sempre comodo) ma anche e soprattutto dal punto di vista della crescita personale.

Ho avuto l’immensa fortuna di incontrare persone splendide che mi hanno insegnato a superare i MIEI limiti, quelli che mi rendono incapace solo perché mi dico “non ci riesco” senza mai veramente provare.

Mi hanno insegnato a superare le paure, quelle stupide, quelle che mi rendono veramente cieca o paralizzata perché mi impediscono di fare.

Mi hanno insegnato a organizzare meglio il mio tempo, perché se OGGI ho la possibilità di andare a guardare un tramonto sul mare, di ascoltare la mia canzone preferita, fare una corsetta al parco, nessuno può assicurarmi che DOMANI avrò ancora la possibilità di farlo.

Mi hanno insegnato ad apprezzare la solitudine. Parlo di una solitudine scelta, quella di cui a volte si sente il bisogno quando si è arrabbiati con tutti oppure si sta così bene da non avere bisogno di nessuno! Quella solitudine che è un lusso per chi ha bisogno dell’altro…

A volte si fanno delle cose semplicemente per la voglia di ‘dare’ e si finisce per essere debitori per l’eternità!

Kiki